Conf.A.I.L.

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Sindacato Nazionale Proprietari Immobiliari

Segreteria Generale

Via Nomentana 873 - 00137 Roma


RILASCIO DELL'ATTESTAZIONE DI RISPONDENZA PER LE AGEVOLAZIONI FISCALI DEI CONTRATTI DI AFFITTO A CANONE CONCORDATO
EX D.M. 16/01/2017


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Notizie Aggiornamenti e Novità


Notizia 02/01/2021

Legge di bilancio 2021, testo definitivo in Gazzetta Ufficiale


Cedolare secca 2021
La cedolare secca al 21% si potrà applicare fino a 4 immobili. Oltre tale soglia, si passerà alla tassazione ordinaria IRPEF e l’attività di locazione verrà presuntivamente considerata quale attività imprenditoriale, a prescindere da chi verrà esercitata. Sarà pertanto obbligatorio esercitare tramite partita IVA.
Credito d’imposta locazioni 2021
Il credito d’imposta locazioni (bonus affitti) viene esteso alle agenzie di viaggio e ai tour operator. Questi soggetti, insieme alle imprese turistico-ricettive, potranno usufruire del credito d’imposta fino al 30 aprile 2021, anzichè fino al 31 dicembre 2020.





Notizia 02/01/2021

Bonus affitti per studenti universitari fuori sede requisiti generali per ottenerlo


La manovra 2021 dovrà essere approvata entro il 31 dicembre, in tutte le sue parti, onde evitare il rischio dell’esercizio provvisorio, che graverebbe ulteriormente sul tessuto socio-economico del paese.
Tra le misure di sostegno economico ai cittadini italiani, che compaiono nel testo, c’è – come detto – anche il bonus affitti 2021 per gli studenti universitari fuori sede, ovvero coloro che per andare all’università a seguire le lezioni e dare gli esami, debbono spostarsi dalla località di residenza per recarsi in quella in cui è ubicato l’Ateneo cui sono iscritti.
Secondo quanto prospettato dai fautori del bonus affitti 2021 studenti universitari in oggetto, debbono però ricorrere alcuni requisiti essenziali, altrimenti il contributo per le spese di affitto non potrà essere ottenuto.
Riepiloghiamoli in sintesi:
• come detto, lo studente deve rientrare nella categoria dei ‘fuori sede’, ovvero risiedere in un luogo differente da quello in cui si trova l’immobile su cui sfrutterebbe il bonus affitti 2021;
• deve trattarsi di studente iscritto ad una università pubblica o statale;
• il valore del modello Isee del nucleo familiare in cui rientra lo studente non deve superare i 20.000 euro;
• lo studente non deve già usufruire di altri contributi pubblici per l’alloggio.
Insomma si tratta di precise indicazioni, che vanno rispettate una ad una dall’interessato, pena l’impossibilità di ottenere l’agevolazione.
Le prospettive dell’agevolazione per gli studenti
Il bonus affitti 2021 per gli studenti universitari fuori sede è assicurato da apposito Fondo di 15 milioni previsto in Manovra. Nello stato di previsione del MIUR è esplicitamente “finalizzato alla corresponsione di contributi per le spese di locazione abitativa degli studenti fuori sede iscritti alle università statali”.
Al momento, è noto che l’agevolazione in esame è inclusa nel testo della manovra 2021 che dovrà completare il suo iter di approvazione entro qualche giorno, tuttavia ancora non sono stati messi nero su bianco tutti i dettagli relativi al meccanismo di funzionamento del bonus affitti 2021 studenti universitari.
Bonus affitti studenti universitari fuori sede: decreto attuativo del MIUR
Nella manovra troviamo infatti scritto che:
“Con decreto del Ministro dell’università e della ricerca, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, sono definite le modalità di erogazione delle risorse del Fondo, per il tramite delle università, anche al fine di rispettare il tetto di spesa massima, prevedendo l’incumulabilità con altre forme di sostegno al diritto allo studio riguardanti l’alloggio”.
Parafrasando quanto appena riportato, sarà dunque un decreto ministeriale a costituire il provvedimento attuativo del bonus affitti 2021; con esso, saranno definiti e chiariti tutti gli aspetti pratici di applicazione del bonus, sulla scorta del Fondo stanziato.
Il punto al momento più controverso attiene invece al coordinamento del bonus affitti 2021 con la normativa vigente sul diritto allo studio. Si deve infatti tener conto che le borse di studio comportano particolari maggiorazioni per gli studenti titolari di contratto di locazione universitaria.
Decreto interministeriale MIUR e MEF entro 60 giorni
Concludendo, per capire di preciso che cosa succederà, non resta dunque che attendere il citato decreto attuativo del Ministero dell’Università e del MEF. Questo dovrà essere pubblicato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021; il suo scopo è di dettagliare modalità e criteri per l’erogazione delle risorse economiche stanziate nel Fondo.






Notizia 21/12/2020

Bonus affitto: ecco come chiedere lo sconto al proprietario di casa Lo Stato restituirà al proprietario dell’abitazione non in regime di cedolare secca la metà dello sconto applicato all’inquilino: la disposizione contenuta nel decreto ristori


Nel corso della discussione in Senato per la conversione del decreto ristori è stato aggiunto un articolo - il 9-quater - che prevede un contributo statale per aiutare chi è in difficoltà nel pagamento degli affitti. A differenza di quanto previsto dai precedenti decreti, non si tratta di un credito di imposta di cui potevano usufruire solo gli immobili commerciali, la novità sta nella creazione di un fondo che potrà elargire un contributo economico anche per le abitazioni.

Vediamo insieme i dettagli della misura che è contenuta nel decreto convertito in legge e approvato definitivamente dalla Camera lo scorso venerdì 18 dicembre.

L’articolo 9-quater istituisce un "Fondo per la sostenibilità del pagamento degli affitti di unità immobiliari residenziali" presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Tale fondo ha una dotazione iniziale pari a 50 milioni di euro: tali fondi serviranno a corrispondere un contributo a fondo perduto al locatore di immobile che riduce il canone di locazione. In pratica se il proprietario dell'immobile riduce l'affitto, la metà della differenza viene elargita dallo Stato.

La misura avrà validità per l'anno 2021 e solo se si tratta dell'abitazione principale del locatario e se l'immobile è sito in un comune ad alta tensione abitativa (qui l'elenco). Lo sconto sarà calcolato sulla rata di affitto in essere alla data del 29 ottobre 2020 e il contributo è pari al 50% della riduzione del canone, entro il limite massimo annuo di 1.200 euro per singolo locatore. Non si applica per gli immobili in regime di cedolare secca

bonus affitti decreto ristori-2

Nel dettaglio, il contributo a fondo perduto per l'anno 2021 sarà attribuito al locatore di un immobile ad uso abitativo, ubicato in un comune ad alta tensione abitativa e che costituisca l'abitazione principale del locatario, che riduce il canone del contratto di locazione in essere alla data del 29 ottobre 2020. Il contributo è pari al 50% della riduzione del canone entro il limite massimo annuo di 1.200 euro per singolo locatore. Il locatore dovrà comunicare, in via telematica, all'Agenzia delle entrate la rinegoziazione del canone di locazione e ogni altra informazione utile ai fini dell'erogazione del contributo. Un provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, entro 60 giorni, individuerà le modalità applicative e la percentuale di riduzione del canone mediante il riparto proporzionale in relazione alle domande presentate, anche ai fini del rispetto del limite di spesa. Come abbiamo già visto per l'operazione sono stati stanziati 50 milioni di euro.
Il bonus affitti in breve

Quindi per ricapitolare: nei comuni ad alta intensità abitativa lo Stato restituirà al proprietario dell’abitazione non in regime di cedolare secca la metà dello sconto applicato all’inquilino. Il rimborso avverrà fino a un massimo di 1.200 euro sui 12 mesi. Se, ad esempio, all’affitto verrà applicata una riduzione di 200 euro al mese, il proprietario di casa potrà contare su un rimborso massimo di 100 euro (la metà dello sconto applicato).




Notizia 07/12/2020

Cedolare secca per gli affitti commerciali nel 2021


Cedolare secca affitti brevi per un massimo di 4 immobili: la novità è contenuta nella bozza della Legge di Bilancio 2021. Se si affittano 5 o più appartamenti per breve periodo, è prevista la presunzione di attività imprenditoriale, con il conseguente obbligo di partita IVA




Notizia 31/10/2020

OPZIONE CEDOLARE SECCA 2020


In genere la durata dell'opzione coincide con la durata del contratto o, nei casi in cui l’opzione sia esercitata nelle annualità successive alla prima, per il residuo periodo di durata del contratto. E' comunque possibile:

revocare l'opzione alla fine di ciascuna annualità contrattuale ;
effettuare l'opzione in ciascuna annualità successiva alla prima, per i contratti per i quali non era stata originariamente applicata.

La scelta della cedolare va ordinariamente effettuata al momento della registrazione del contratto, con il modello RLI. Si ricorda che, in caso di omessa registrazione del contratto di locazione, si deve corrispondere (anche se non dovuta perché si è optato per la cedolare secca) l'imposta di registro, gli interessi e la sanzione dal 120% al 240% dell'imposta dovuta. Se la richiesta di registrazione è effettuata con ritardo non superiore a 30 giorni, la sanzione viene ridotta della metà: dal 60% al 120% dell'imposta dovuta, con un minimo di 200 Euro.
Se la scelta avviene in un'annualità successiva alla prima l'opzione si manifesta con la compilazione del modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente.
Per i contratti che non hanno l'obbligo di registrazione (quelli di durata ≤ 30 giorni), l'opzione va effettuata nel mod. Redditi dell'anno in cui sono dichiarati i relativi redditi da locazione.
Per tutta la durata dell'opzione è sospesa la facoltà di richiedere l'aggiornamento del canone a qualsiasi titolo, inclusa la variazione ISTAT.

Le comunicazioni relative alle cessioni, risoluzioni e proroghe (anche tacite) del contratto di locazione devono essere presentate entro 30 giorni all'ufficio presso cui è stato registrato il contratto.

Con le modifiche apportate dal D.l. 193/2016, la mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga del contratto di locazione soggetto a cedolare secca non comporta più la revoca dell'opzione effettuata in sede di registrazione del contratto. A tal fine però è necessario che il contribuente abbia mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per tale regime, ossia abbia:

effettuato i relativi versamenti
dichiarato i redditi da cedolare nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi.

In tal caso, tuttavia, si applica la sanzione di 100 Euro, ridotta a 50 Euro se la comunicazione avviene con ritardo non superiore a 30 giorni. Con la Risoluzione 115/E del 1° settembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso. Ai fini del calcolo dell'importo dovuto, occorrerà prendere a riferimento la sanzione base di 100 o 50 Euro, a seconda del momento in cui si effettua la regolarizzazione.

La stessa sanzione di 100 Euro, ridotta a 50 in caso di ritardo non superiore a 30 giorni, si applica anche in caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla risoluzione del contratto di locazione con applicazione della cedolare secca. Prima delle modifiche apportate dal D.l. 193/2016, la mancata presentazione della comunicazione relativa alla risoluzione di un contratto di locazione per cui si è optato per la cedolare secca, prevedeva l'applicazione della sanzione di:

67 Euro, se la comunicazione veniva presentata con un ritardo superiore 30 giorni dal verificarsi dell’evento;
35 Euro, se la comunicazione viene presentata con un ritardo non superiore a 30 giorni dalla violazione.






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